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Storia

Ultima modifica 9 aprile 2018

Le colline di Albugnano sono ricche di fossili che gli agricoltori ritrovano spesso durante l'aratura.
In seguito a ritrovamenti archeologici, risulta che queste terre erano già abitate ai tempi della dominazione romana, forse dai patrizi di quel grande impero, abitanti della Augusta Taurinorum, che avevano su questi colli le loro ville.
Il paese fu dominato dai Marchesi del Monferrato che lo circondarono di mura, ma venne assediato e conquistato dagli astigiani nel 1292, e reso ai monferrini l'anno successivo.
Le fortificazioni vennero restaurate nel 1320 durando fino al XVI secolo, quando vennero distrutte dai francesi ad opera del maresciallo Brissac. Oggi di tali opere militari non ne rimane più traccia.
La storia si intreccia con quella dell'Abbazia di Vezzolano, quasi sempre titolare dei diritti sul territorio del comune, diritti gradualmente passati sotto l'egida delle famiglie feudatarie a cominciare dai signori di Brozolo nel 1002.
Lo stemma del paese è formato da uno scudo rosso con i tre gigli dorati, ed è presente anche nel trittico posto sull'altare di Vezzolano, dove è presente la statua di Carlo VIII di Francia.
Lo scudo rosso era l'arma dei Monferrato protettori di Vezzolano, mentre i tre gigli dorati furono concessi in dono da Carlo VIII quale riconoscimento per l'ospitalità ricevuta. Nel suo viaggio in Italia Carlo VIII fu accolto a Torino, Chieri ed Asti dove dovette fermarsi alcuni mesi per malattia, per proseguire poi per Pavia.
Carlo VIII ritornò a Chieri nel 1495, ospite del Solaro. Secondo la tradizione, in questa occasione visitò Vezzolano e concesse i tre gigli per le cure del canonico cerusico erborista di Vezzolano che l'aveva guarito durante il precedente soggiorno ad Asti.
La sovranità sul territorio passò ai Savoia a partire dal XVII secolo, venendo infeudato ai Benso prima, poi ai Gonteri ed infine ai Serra.
In seguito divenne feudo dei canonici di Vezzolano fino al 1800, anno in cui l'ente venne soppresso dal governo napoleonico.